Everywhere Workplace: rendere il lavoro agile è una necessità?

Sembra proprio di sì, una recente ricerca di DellTechnologies lo dimostra. Ma quali sono le sfide tecnologiche che le aziende devono governare per lavorare davvero in maniera agile?  

Nell’ultimo anno, per milioni di lavoratori affrontare un nuovo modo di lavorare è stata un’esperienza forzata ed emergenziale, motivata dalla necessità di non fermare il business.  Per le aziende, questa necessità si è trasformata in un vantaggio ma ha comportato numerosi problemi.

La ricerca condotta da DellTechnologiesLa nuova era del lavoro remoto” ha evidenziato che siamo giunti ad un punto di non ritorno.

Oggi il 42% delle aziende intervistate considera la possibilità di lavorare da remoto una componente cruciale dell’esperienza dei dipendenti. Erano solo il 30% nel periodo pre-pandemia, prima di sperimentare direttamente i benefici.

I timori legati alla riduzione di produttività, alla minor capacità di lavorare in team, all’abbassamento del morale aziendale, sono stati smentiti dai risultati della ricerca e la bilancia pende a favore dei vantaggi, quali il risparmio sui costi fissi, una migliore integrazione di uffici e team satelliti, una maggiore soddisfazione dei dipendenti e una migliore capacità di attivare nuovi modi di fare business.

Il lavoro agile rappresenta quindi un’opzione sempre più valida per le aziende. Un elemento di differenziazione competitiva per l’80% delle organizzazioni intervistate, che punta a generare efficienza, decentralizzazione e innovazione.

Il passaggio a un modello di lavoro distribuito si riflette sull’IT sotto 3 aspetti:

  • il primo è quello relativo alla gestione della crescita esponenziale dei device connessi;
  • il secondo è legato all’aumento delle problematiche di configurazione delle postazioni di lavoro da remoto;
  • il terzo è relativo all’aumento degli attacchi che prendono di mira gli utenti connessi da remoto.

Quali sono i problemi generati dalla crescita dei dispositivi connessi?

I dipendenti, non essendo prevalentemente in ufficio, hanno la necessità di usare dispositivi alternativi per accedere alle risorse aziendali e gestire l’operatività quotidiana.

La fruizione delle applicazioni di business registra un aumento del 200% rispetto all’anno precedente: si tratta di un dato significativo in cui il mobile (laptop, smartphone) è il device primario di accesso. 

Di fronte a questa aumentata richiesta, dal nostro osservatorio, abbiamo visto le aziende affrontare nuove problematiche in più aree:

  1. APPROVVIGIONAMENTO E LOGISTICA

    Abbiamo visto ingenti risorse destinate all’acquisto di nuovi device per rendere operativi il maggior numero di collaboratori dell’azienda.

    I problemi legati alla fornitura di device hanno caratterizzato i primi mesi dello scorso anno facendo sì che subentrassero anche i dispositivi personali (i BYOD) dei dipendenti nella gestione dell’infrastruttura IT.

    Nella fretta di non subire interruzioni operative, si è tralasciata la gestione degli asset (componenti, licenze software, servizi) aumentando le difficoltà a determinare il budget e a verificare l’aderenza della spesa al reale bisogno: a chi serve un pc? a chi devo consegnarlo?

  2. PROVISIONING
    Abbiamo visto accentuarsi le difficoltà di configurare da remoto i dispositivi personali degli utenti: come devo configurare il PC? Sulla base di quali requisiti? 

  3. INFRASTRUTTURA
    L’aumento dei device ha messo alla prova le capacità infrastrutturali della rete

    Una VPN attiva sul device mobile simula che l’utente sia sulla rete interna,  ma l’introduzione di nuovi utenti ha richiesto
    l’adeguamento delle capacità computazionali dell’infrastruttura mettendo in crisi l’accessibilità ai sistemi.

  4. COMPATIBILITA’

    Un altro tema è quello legato alla verifica della compatibilità tra device e gli strumenti di lavoro aziendali: banalmente, basta una versione non aggiornata del sistema operativo per impedire l’accesso alla rete aziendale.

  5. STANDARD
    Non da meno è il problema relativo agli standard: è richiesto un adeguamento dei dispositivi alle policy aziendali e agli standard di compliance. Soluzioni non conformi possono rappresentare un rischio di danno economico, di sicurezza e di immagine.

  6. SICUREZZA

    I dispositivi, infine, necessitano di essere resi sicuri, perché non essendo più protetti da firewall perimetrali, vulnerabilità e configurazioni errate possono essere più facilmente sfruttabili durante un attacco.

    Un attacco che potrebbe estendersi ad altri device, una volta riportato all’interno delle difese perimetrali, o portare al furto dei dati aziendali, tramite l’accesso alle risorse su cloud.

  7. SUPPORTO

    Infine tra le problematiche evidenziate c’è la fornitura di supporto agli utenti in condizioni nuove e disagiate.

    Con l’introduzione di nuovi device, cambia lo status quo dell’utente. Questo si trova ad avere più dispositivi per cui richiedere supporto.

    Subentrano nuovi problemi: configurazioni differenti, applicativi installati senza autorizzazione, training. Tutto ciò porta a un aumento delle richieste di supporto che spesso avvengono in condizioni difficili.

    La VPN potrebbe non funzionare, per il tecnico è impossibile mettere mano fisicamente sul pc, fornire supporto da remoto è complicato. 

    Impensabile pensare di adottare un approccio proattivo di risoluzione dei problemi. 

Come affrontare in maniera adeguata questi problemi?

Un modo potrebbe essere quello di adottare un sistema che permetta un inventario tempestivo delle risorse IT.

Di fronte all’esigenza di gestire nuovi device, un file excel non basta più per governare questa complessità in tempo reale.

Dove sono finiti questi device? Chi li sta usando? Come sono configurati? Quali applicativi sono installati? Senza una risposta a questi semplici interrogativi, è impossibile pianificare le attività quotidiane:

  • Senza controllo, non è possibile effettuare alcun intervento e non si riesce a monitorare lo stato dei servizi
  • L’impossibilità di disporre di informazioni tempestive sullo stato del proprio parco mezzi può minare la riuscita dei progetti.

Attraverso un inventario tempestivo, operazioni di supporto potrebbero essere codificate e automatizzate con estrema facilità con il supporto dell’Intelligenza Artificiale e di bot di automazione.

Rendere il lavoro agile

La proliferazione dei device mobili è strettamente collegata alla diffusione di nuovi modalità di lavoro agili. Ma ci sono problematiche e sfide tecnologiche senza cui è difficile raggiungere l’agilità richiesta.

Ne parliamo nel webinar “Come rendere il lavoro agiledove approfondiamo casi concreti raccontando gli approcci adottati e gli strumenti impiegati per aiutare a rendere il lavoro per gli utenti e per le aziende ancor più agile in un mondo in continuo cambiamento.

2 commenti su “Everywhere Workplace: rendere il lavoro agile è una necessità?”

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