CLOUD JOURNEY VS CLOUD READINESS

COME TUTTI I VIAGGI, COSI ANCHE PER IL PASSAGGIO AL CLOUD, È IMPORTANTE CONOSCERE LE DISTANZE, IL PUNTO DI PARTENZA E IL TEMPO DA IMPIEGARE PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO.

Migrare al cloud è un’opportunità per rivedere tutti i workload, e per dotarsi di infrastrutture maggiormente performanti, ma soprattutto di disaccoppiare la complessità tecnologica a favore di una gestione dei livelli di servizio e delle performance.
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CLOUD JOURNEY VS CLOUD READINESS

NETCOM, da sempre impegnata nel supportare le aziende con percorsi di consulenza, è il partner ideale per medie e grandi organizzazioni che vogliano affrontare questo percorso con la giusta consapevolezza; il tutto affidandosi ad un player neutrale, con anni di esperienza sul mercato dell’ITSM, in grado di restituire un’analisi metodologica, non solo inventariale, bensì delle risorse effettivamente utilizzate, delle relazione tra le applicazioni, insomma un’analisi di effettività tecnologica e funzionale.

QUALI INFORMAZIONI SONO UTILI?

  • Inventario HW & SW
  • Consumi effettivi
    • CPU
    • Memoria
    • Network
  • Storage Utilizzato
  • Dipendenze applicative

Il classico dimensionamento di un progetto cloud, senza un’assistenza competente, è solitamente calcolato su “n + X”, ovvero un numero di risorse maggiori di (X) rispetto alle attuali (n), cosi da “stare sicuri”, da non dover richiedere “extra budget di lì a poco”, “con una quota di contingency”: questi sono gli assiomi che spesso vediamo utilizzare dalle aziende, ma che hanno dei presupposti di base completamente errati e rischiano di avere un costo di ingresso al cloud elevato e soprattutto sovradimensionato.

Quasi sempre la scelta dei piani Cloud è basata sulle caratteristiche dell’hardware del cliente non sulle necessità esistenti, dimensionamenti che sono stati frutto di “strati” tecnologici non omogenei, special bid che hanno reso economico il sovradimensionamento, dipendenze applicative non completamente mappate.

Da una ricerca condotta da Gartner, si evidenzia come le aziende nei primi 18 mesi, sovrastimano le risorse cloud del 70%.

Se di fatto è spesso impossibile calcolare il TCO (Total Cost of Ownership) di un’infrastruttura on-premise (basti immaginare oltre ai CAPEX, le attività di supporto sistemistico, energia elettrica, condizionamento, utilizzo di spazi interni alle aziende, sistemi di protezione fisica dell’ambiente quali estintori o accessi sorvegliati, ecc), per contro è altrettanto importante evitare di sovrastimare le necessità in termini Cloud.

Ricordiamoci che il cloud è un “accesso a delle risorse”, quindi è importante dimensionare l’esigenza corretta, sarà poi sempre possibile incrementare o ridurre le risorse, sia in termini “temporali” (per un certo periodo, per un determinato evento, per un progetto), oppure in termini sistemici (per un incremento di personale, per operazioni di M&A, per sviluppo di mercati e di filiere commerciali, ecc)

L’attività iniziale di misurazione è essenziale per un corretto dimensionamento di una proposta di shift-to-cloud, poiché apporta una serie di benefici:

  1. Permette una più corretta comparazione tra i costi,
  2. Riduce il rischio di sorprese,
  3. Fa percepire al cliente un oculato investimento delle risorse.

IL PRIMO E PIÙ IMPORTANTE PASSO È LA FORMULAZIONE DI UNA STRATEGIA

Perché migrare al cloud? NETCOM parte da una valutazione dell’attuale infrastruttura, analizzando con precisione ogni singolo elemento al fine di predefinire un piano di approccio alla migrazione e le linee guida per la transazione più appropriata al cloud.

  • Discovery automatico
    • Veloce
    • Affidabile
    • Invisibile
  • Misurazione dei consumi
  • Elaborazione e presentazione dati per:
    • Scelta dei piani
    • Progettazione delle migrazioni
    • Monitoraggio e ottimizzazioni continue

NETCOM classifica quindi i dati organizzativi delle aziende identificando i processi chiave, analizza il consumo delle risorse e il ritorno sull’investimento; presenta un piano basato sull’esperienza per eseguire in modo efficace ed efficiente una migrazione al cloud.

Per fare ciò, Netcom si avvale delle migliori tecnologie che permettono di:

  • MISURARE I CONSUMI: la misurazione hardware per un periodo pilota permette di identificare con precisione il fabbisogno di risorse e quindi i costi,
  • DEFINIRE LE UNITA’ FUNZIONALI: La misurazione identifica le interdipendenze tra sistemi e permette di identificare i blocchi che sarebbe opportuno migrare in modo atomico,
  • SCEGLIERE DEI PIANI CLOUD: i dati raccolti permettono di identificare in modo scientifico la migliore sottoscrizione cloud possibile,
  • ATTUARE UN PIANO DI MIGRAZIONE: è possibile quindi definire un piano di migrazione che comprende una definizione analitica dei costi, priorità e attività.

NETCOM FA CENTRO AL PRIMO COLPO

Per una stima con una precisione del circa 99,7%, occorrono almeno 30 giorni di monitoraggio, dai quali si potranno ottenere le seguenti informazioni:

  • ARC: Actual Resource Consumption, ovvero analizzando il reale consumo delle varie risorse, calcolando e comparando il TCO, in tutte le fasce orarie, considerando anche la delocalizzazione di possibili sedi in tutto il mondo e le interazioni applicative.
  • Azure Assessment:
    • Compatibilità/Readiness, per verificare quali servizi sono compatibili con il Cloud,
    • Azure Site Recovery, che permette di lavorare anche in caso di interruzioni pianificate e non.
  • Azure Profiling:
    • Dimensionamento accurato al 99%,
    • Basato su CPU, RAM, IOPs e Throughput di rete,
    • Identificazione dei piani Azure adeguati.
Grazie alle informazioni di relazione e dipendenza è possibile definire delle unità funzionali, ovvero un insieme di sistemi che possono essere atomicamente migrate in cloud senza compromettere la qualità del servizio.
Tale approccio permette una “smooth migration” e l’implementazione di un cloud ibrido senza ripercussioni in costi o performance.
Grazie alle informazioni di relazione e dipendenza tra i vari server, è possibile definire delle unità funzionali, ovvero un insieme di sistemi che possono essere atomicamente migrate in cloud senza compromettere la qualità del servizio.

Netcom utilizza MOVERE, uno strumento ideato per la raccolta ed elaborazione di dati necessari per pianificare, ottimizzare e monitorare la migrazione e ha ottenuto la certificazione di Gold Member.

Affrontare un Cloud Journey significa anche gestire e bonificare i prodotti che sono prossimi a quello che viene definito EOS (End-of-Support), tematica che spesso viene sottovalutata dalle aziende, ma che ha impatti applicativi. Se ben affrontato, oltre a costituire un improvement tecnologico, genera benefici importanti in termini di performance, sicurezza, monitoraggio e opportunità per nuove implementazioni.

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